Tutte le mie foto su questo post le trovate qui…
Essendo stato ormai adottato dall’allegro gruppo di Novosibirsk, decido di unirmi a loro anche per quello che è un must per i turisti che passano dal lago Baikal, che siano russi o stranieri.
La circum-baikal è una dismessa e impervia linea ferroviaria che si divincola lungo il contorno meridionale del grande lago, utilizzata ormai solo per il passaggio del treno turistico che per un intero giorno sbuffa lentamente in modo da ammirare il panorama.
Mentre la cotruzione del resto della transiberiana proseguiva senza enormi difficoltà tecniche, il pezzo attorno al lago presentava una vera e propria sfida ingegneristica per gli uomini della fine del 19° secolo. Il lago si trovava proprio nel bel mezzo delle due infinite linee rette parallele che attraversano un terzo del globo, e tra le tante soluzioni si era persino pensato ad un ponte galleggiante che unisse le due sponde! Ma poi si è preferito costruire la linea lungo la scoscesa costa meridionale del lago a congiungere Port Baikal con la riva opposta.
Quando il resto della transiberiana fu pronto, ma non la circum-baikal, per i primi due anni si utilizzarono dei traghetti con rotaie per trasportare i vagoni da un lato all’altro del lago, mentre addirittura un inverno furono posati i binari sul lago ghiacciato trainando il convoglio con animali da traino!
Alla fine la folle opera, dopo decine di ponti, tonnellate di dinamite e numerose vite umane, venne a costare più di tutto il resto della transiberiana.
Non solo; nel giro di pochi anni i continui lavori di manutenzione a causa di crolli, smottamenti, alluvioni, la resero inutilizzabile e si preferì quindi realizzare un’ altra via lontano dal lago.
Oggi solo il tratto settentrionale è stato reastaurato e messo in funzione, con un solo binario, per la gioia dei turisti; il tratto che va da Slyudyanka fino a Port Baikal alla foce del fiume Angara.
Il treno sembra piuttosto nuovo così come gli interni, con tanto di schermi lcd che mostrano quello che si vede davanti alla motrice.
Partiamo da Irkutsk alle 7 del mattino ed arriviamo a Slyudyanka attraverso la nuova linea in funzione con una motrice elettrica ad una discreta velocità. Qui facciamo una pausa per “ammirare” la stazione ricostruita.
Poi ripartiamo con una motrice Diesel, ritornando verso Nord, ma risalendo lungo la costa del lago, verso Port Baikal. Durante gli 89 km ci fermiamo una ventina di volte (non esagero! Andate a vedervi la tabella in questo articolo), e percorriamo il tutto in una decina di ore, quindi potete immaginare che ad un certo punto diventa noioso ed un pò mi pento di aver speso ben 999 Rubli ( 20 euro) per questo continuo saliscendi, ma alla fine mi ricredo, perchè mi rimane un bel ricordo e una vista magnifica.
La sensazione di fermarsi in mezzo alle scogliere e stare sui binari è molto piacevole e mi procura un certo brivido, tanto che non posso fare a meno di distendermi sui binari e farmi fotografare. Mi dicono “come Anna Karenina“, ma io invece, dal rozzo che sono, volevo citare piuttosto Trainspotting, ugualmente apprezzato dalla critica internazionale.
La guida con tanto di megafono, appena scesi comincia a starnazzare in russo la storia di questo ponte o di quella galleria. Ogni tanto sento la parola italianiske, infatti mi dicono che numerosi ingegneri italiani hanno contribuito alla costruizione della linea, e qualcuno ci ha anche lasciato le penne.
Tra le numerose fermate vicino a ponti, gallerie e scogliere, ci fermiamo in una mezza dozzina di villaggi, per lo più monofamiliari. In uno hanno allestito una specie di trattoria, visto che coincide con la fermata del treno verso l’ora di pranzo.
Ma in un altro, ecco che la manzoniana Providenza mi gioca un’altro simpatico scherzo. In una casetta tra i binari e la scogliera, tra una galleria ed un altra, non si sa bene perchè, una famiglia ha allestito un museo dedicato indovinate a chi?
Fuori dalla casa, su un pennone, sventola la bandiera con tre palle circoscritte (niente facili ironie!) che è il marchio di nientepocodimeno che Nikolaj Roerich. Io non ho avuto ancora il tempo di documentarmi su di lui che già mi ritrovo a passeggiare tra le riproduzioni dei suoi dipinti e la mappa della sua spedizionne attraverso tutta l’Asia.
A conferma però che lui in qualche modo ha a che fare con Shaballà, c’è un dipinto che ovviamente non posso fare a meno di notare, path to Shaballà. Ho un brivido lungo la schiena, tutte queste coincidenze cominciano a darmi il capogiro e vorrei tuffarmi nel primo internet cafè per documentarmi al più presto.

Smaltita la sbornia mistica, visto che quei pochi libri che vendevano erano in russo e che, data la natura del mio viaggio non se ne parla nemmeno di portarmi appresso delle stampe dei dipindi di Nikolaj, riprendiamo il lento cammino lungo la vecchia ferrovia.
Durante una delle fermate la mia vicina di posto, sud-koreana, mi chiede se può scattare una foto accanto a me, io ovviamente acconsento, mentre mi chiedo cosa possa aver scatenato la mia popolarità. Dubito che abbia visto qualcuno dei miei cortometraggi!
La cosa mi diverte, anche perchè in pratica non c’è nessuna possibilità di comunicazione, non parla nè inglese, nè tantomeno russo, quindi non posso nemmeno farmi tradurre dai miei compagni di viaggio, ed allora mi faccio pure io una foto con lei e la sua amica.
Il viaggio in treno termina a Port Baikal, sulla foce del fiume Angara (in realtà il fiume è un effluente quindi forse non è tecnicamente una foce, bho?). Scendiamo dal treno riparandoci dalla pioggia battente, e ci corriamo direttamente su una chiatta per raggiungere l’altra sponda del fiume dove si trova la piccola cittadina Listvyanka, riferimento balneare della città di Irkutsk.
I passeggeri della gita da qui prendono un bus che li riporta ad Irkutsk (compreso nel prezzo del biglietto). Noi, secondo il nostro programma rimaniamo una notte nel paese, sul lago.
La pioggia battente non ci rallegra certo l’umore, e nemmeno il fatto che non riusciamo a trovare facilmente un posto al prezzo che vogliamo.
Le “fantastiche” guesthouse, accoglienti ed economice, secondo la mia stupida (sono clemente) lonely planet, che si trovano nelle prime traverse del paese, sono in realtà delle baracche aggiuntive delle famiglie locali, che ci sparano prezzi molto più alti di quelli che ci aspettiamo (circa 4-5 euro a testa!), senza nessuna possibilità di contrattare. Anzi, un paio di volte dopo aver discusso tra di noi se accettare il prezzo e la baracca, una volta ritornati di nuovo dall’indigeno, quello si metteva a giocare al rialzo (visto che hanno accettato 10 allora chiedo 15, pensa lui, che alle fine si prende solo un bel vaff…).
Dopo un pò di giri Tanya ed Oleg trovano un’ottima soluzione. Quella che sembra una scuola (nella foto), e che ospita ragazzi di un campo estivo, proprio accanto al mercatino centrale del pesce, ha delle camere dormitorio con letti sformati, ma caldi ed accoglienti, per un paio di euro a testa, alla faccia della lonely planet!
La scuola ospita un gruppo di orfani della città di Irkutsk che riescono anche a dire due o tre parole di inglese. Un signore panciuto e barbuto, che mi ricorda lo scienziato di Jurassic Park, mi porge soddisfatto il suo biglietto da visita di ingegnere, pediatra e direttore del centro per gli orfanelli, chiedendomi in cambio il mio. Mi limito a dargli la mia email, forse vuole qualche offerta per gli orfanelli, ma non mi chiede altro, se non qualche chiacchiera sulle due o tre città italiane che ha visitato.
La pioggia battente e l’atmosfera autunnale non ci fanno godere questo scorcio di lago e la stanchezza ci avviluppa nei lettoni. Ci addormentiamo con Rino Gaetano e gli Album Leaf, mentre io prendo appunti alla luce del mio laptop.
Il giorno dopo, passeggiata nel mercatino dove prevalentemente si trova l’omul in tutte le sue versioni (come ho già detto in precedenza, esiccato, affumicato, sotto sale, arrosto, o bollito).
Io telefono a Serge di Irkutsk, per sapere se posso andare di nuovo a disturbarlo ed unirmi a loro per chiudere alla grande con la mia ultima serata in Russia, a teatro.
Decido di comprare del pesce per la cena, e Serge mi consiglia di prendere quello caldo, credo bollito. Buonissimo e sugoso.
Tornati ad Irkutsk coi minivan, abbraccio di cuore i ragazzi di Novosibirsk e mi avvio verso casa di Serge ed Anastacia per gustarci il nostro pesce condito dalla immancabile birra.
Il giorno dopo, il mio ultimo in Russia, Serge mi accompagna a comprare il mio biglietto per il gran finale russo, il lago dei cigni.
Lui proprio non se la sente di andarci, e quindi mi trovo ad accompagnare sua moglie Anastacia e la sorella di Serge, tirate a lucido, mentre io sempre col solito look da barbone.
Il teatro di Irkutsk è molto modesto, e all’interno, il palcoscenico è ancora più piccolo di quanto credessi. Non c’è un’orchestra, ma un impianto stereo abbastanza mediocre, la scenografia invece mi piace molto.
Non sono certo un’esperto di ballo, anzi è la prima volta in vita mia che ne vedo uno, anche se conosco i famosi motivi dell’opera anche grazie al bellissimo gioco Loom che fa parte del mio bagaglio culturale di amighista anni 90.
Il corpo di ballo è quasi tutto composto da buriati, compresi il principe e il jolly, che secondo me è il più bravo di tutti e si muove, salta, zompetta da una parte e l’altra del palco con una agilità ed una sicurezza invidiabili, mentre il principe è rigido e bacchettone, ma forse è il suo ruolo? Chissà!
Alla fine del primo tempo, anche se soddisfatto, sono assonnato dalla stanchezza degli ultimi giorni. Mi sgranchisco le gambe nel corroio quando mi accorgo di una presenza familiare. Le due coreane della circum-baikal!
Senza farmi notare mi piazzo davanti a loro mentre passeggiano a testa bassa per la sala, e quasi li prende un colpo quando esclamo “heilà!”.
Poi la Koreana, ripresa dallo spavento saltella di gioia per la simpatica coincidenza. Ovviamente mi tocca un’altra foto che poso con piacere (notare che nel giro di tre giorni ho due foto con la stessa maglietta!).
La scena finale, la lotta tra il mago cattivo ed il principe fa il suo bell’effetto, ed alla fine rimango soddisfatto.
Dopo lo spettacolo, raggiungiamo Serge, suo fratello e il ragazzo della sorella in una Bier Haus per una birra e, tanto per cambiare, qualche spuntino locale a base di pesce.
Nella notte, alle 4 del mattino, mi avvio verso la stazione per il mio treno per Ulan Ude, ultima veloce fermata nella madre Russia.
In stazione, in attesa del treno, riguardo i miei appunti dei giorni precedenti. Tra le pagine del lago Baikal, c’è un’appunto preso di notte prima di addormentarmi, dopo aver guardato le stelle. “Degenerazione ellittica delle orbite“. Bho?





















Lamps on the penultimate photo like hanging fishes on the other one =)
Hı Sergio
Do you remember the guy from in Talin? The other belgian cs togheter with the girl from riga? I just found your mail with your link. Your pics are nice. How are you? Did you have nice travel already? Are you now in China?
Im in the east of turky and on the way to iran.
Lots of greets thomas
Hi thomas!!
Sure I rember!!
Now I aam in Beijing.. still for a while..maybe i’ll remain i china for 7 months…if u wnt surf my couch, you are welcome!!
And did u get the russian visa at the end?!?!
Bye!!