Non è facile cercare di spiegare che cosa sto per fare, e soprattutto perchè lo voglio fare.
C’è chi crederà di capirmi all’istante, chi invece si rifiuterà di concedere un pò di lucidità alla mia scelta, riconducendola ad un semplice capriccio o peggio, il classico desiderio di fuggire.
Il senso di vuoto e di insoddisfazione che fin dall’adolescenza mi portavo dietro, non è sparito col tempo, forse un pò sopito dai numerosi impegni universitari, poi dal lavoro che mi prendeva, nel bene e nel male, totalmente; ed infine dagli affetti, dal desiderio di qualcuno di fisso accanto.
Scegliere di mollare tutto, di ricominciare da zero ha bisogno di solide basi motivazionali, deve essere quasi un ideale.
Non è facile rinunciare all’indipendenza economica, una propria casa (anche se solo in affitto!), la propria libreria, le cene fuori, i film al cinema, la doccia calda tutte le mattine!!
Tutto questo è piacevole, ma quando senti che vuoi qualcosa di più, che la tua ambizione non significa fare carriera, ma fare qualcosa che abbia senso, per lo meno per me, in modo intimo.
Ho riaperto il cassetto dei sogni, ormai chiuso da molto tempo e come prima cosa ci ho trovato il viaggio desiderato fin da quando facevo il liceo.
Solo che dopo la maturità sentivo che dovevo subito cominciare l’università, altrimenti ci avrei messo troppo tempo. E comunque non è che sia servito ad abbreviare i tempi.
Quando dico che ho lasciato un lavoro sicuro, un buon stipendio, straordinari e ferie pagati, lo faccio per sottolineare che avevo già raggiunto quelli che per molti miei coetanei sono dei risultati importanti.
Per me invece era il capolinea. Avevo la sensazione che bastasse copiare e incollare la mia vita fino alla pensione ed era tutto lì.
Si, certo, avrei potuto fare qualche viaggetto ogni tanto. Avrei potuto avere una famiglia, avrei potuto anche impormi di lavorare solo 8 ore e poi provare a dedicarmi ai miei hobbies.
Ma io non voglio le briciole.
Da quando ho lasciato il lavoro ormai, la mia mente che credevo atrofizzata e sopita ha ripreso a correre veloce, a macinare storie concetti, teorie, percorsi, emozioni pure.
Sto leggendo tantissimo, raccogliendo appunti, organizzando il mio viaggio, ma non solo.
Sto riscoprendo la parte più creativa di me, quella che ha sempre dovuto aspettare che prima mi sistemassi.
Sto per partire per un viaggio, un sogno: scoprire il mondo coi miei occhi, le persone, i vicoli, le storie buffe e terribili, la miseria e la fortuna, le risate e le lacrime.
Ho una voglia incredibile di riscoprire i luoghi che ho solo sentito nominare o di cui non so nemmeno pronunciare il nome, di andare ad illuminare tutte quelle zone oscure nell’atlante della mia testa.
Sono anche spaventato a morte ovvio, andare da solo, allo sbaraglio verso luoghi di cui non so nulla, nemmeno dire “cibo” o … “AIUTO!“, ma il punto è che anche la paura fa parte ormai dell’eccitazione che mi dice che sono di nuovo vivo!
Anche se voglio viaggiare senza una forte pinaificazione, anche se voglio un pò lasciarmi trasportare dagli eventi e dall’avventura, io non voglio andare a “cazzeggiare“, non voglio fare il barbone come qualcuno può pensare.
Questa esperienza farà perte del mio percorso di formazione, sarà la mia prossima laurea, e farà parte del mio curriculum, quello vero.
Sono sicuro che tutto quello che farò dopo, e di progetti ne ho tanti, sarà arricchito da questa esperienza.
ecco…volevo vedere da dov’eri partito. Ci vuole un bel colpo di reni per buttarsi in questa cosa, ti leggo con un misto di invidia e stupore, che gente e che posti meravigliosi hai incontrato!